TECNICHE DI RIEQUILIBRIO ENERGETICO


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Origini dello Yoga

Yoga



Per inquadrare bene l’ Hatha Yoga bisogna innanzitutto fare un passo indietro nella storia di alcuni popoli, in questo caso degli indiani dell’India.

L’uomo si è sempre dibattuto in uno dei più grandi misteri della propria esistenza ponendosi sempre la medesima domanda: “Chi sono io? Da dove provengo? “…

Lo Yoga affronta questi misteri, spiega la vera natura dell’essere umano, ne determina i suoi componenti, i suoi potenziali, istruisce sui metodi per sviluppare la propria radianza interiore.

Il termine yuj, dal sanscrito, sta ad indicare unione, ed essa avviene tra l’anima individuale e l’anima universale creatrice del nostro Universo. L’uomo dalla condizione di essere umano deve tendere verso il Divino, cioè applicarsi per sviluppare e vivere in pieno e consapevolmente la sua vera natura interiore: questo è lo scopo della vita umana.

Gli indiani dell’India (quella generazione che proviene da almeno cinque millenni a questa parte) sono stati tra i primi a realizzare e sperimentare questa verità, sviluppando diversi sistemi di Yoga e uno di essi è rappresentato dagli Yoga sutra di Patanjali, indubbiamente il testo più autorevole e riconosciuto da tutte le scuole di Yoga .

L’opera è datata tra l’ ottavo e il secondo secolo a. C., anche se alcuni autori la collocano in epoca più antica.

Patanjali è stato un grande personaggio storico vissuto in India, delineò in maniera semplice gli otto stadi che conducono alla liberazione della coscienza.

Queste otto fasi conducono progressivamente agli stadi più elevati di consapevolezza, e le discipline che li costituiscono sono via via più interiori.

Gli otto stadi:

1. Yama. Sono regole di comportamento sociale universali quali la non-violenza, la verità, la non avidità. L’essenza degli Yama è di non nuocere ad alcun essere vivente con i pensieri, con le parole e con le azioni.
2. Niyama. Legate al primo punto sono le regole di comportamento e stile di vita individuale. Comprendono la pulizia della mente e del corpo, appagamento, ardore, studio di se stessi e abbandono.
3. Asana. Sono le posizioni o posture fisiche dell’ Hatha Yoga. Attraverso la pratica costante delle asana noi permettiamo alla nostra mente di controllarsi con uno sforzo cosciente e rilassato, lasciando fluire in tutto il corpo il potenziale energetico di cui è composto. Dalla disciplina delle asana deriva la stabilità del corpo e della mente, libertà dalle malattie e leggerezza degli arti.
4. Pranayama. Il nostro respiro è formato da due componenti fondamentali: l’ossigeno e il prana, la forza vitale che pervade l’Universo. Il prana è il mezzo che unisce l’organismo umano al cosmo. Il pranayama è l’arte della respirazione Yoga ed attraverso la sua pratica la mente si acquieta, il respiro diventa più rilassato e profondo, il sangue e il cervello si ossigenano.
5. Pratyahara. E’ la fase in cui le distrazioni dal mondo esterno non ci influenzano più. Questo significa portare l’attenzione mentale verso l’interno di se stessi nel Sé interiore.
6. Dharana. E’ la fase che segue al pratyahara in quanto è uno stato di concentrazione costante su un punto o su un soggetto particolari.
7. Dhyana. E’ la meditazione. Quando ci si concentra costantemente su un soggetto o su un punto si arriva alla contemplazione. Soggetto e oggetto diventano un tutt’uno.
8. Samadhi. E’ il culmine della scienza Yoga dove il praticante sperimenta che la propria anima è finalmente libera dai desideri, ha spezzato per sempre la catena delle cause e degli effetti. Passato e futuro non hanno più nessun significato in quanto si è trasceso il concetto del tempo, e si vive in un eterno presente. La meditazione si focalizza sul Sé interiore, si sperimenta la più sublime delle esperienze religiose dove non c’è più traccia di ego e si vive la pace infinita, la saggezza, la purezza, l’umiltà, e l’anima individuale diventa l’Anima Universale per l’eternità….


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